
L’Assemblea Generale ANITA 2026 ha portato a Sorrento il cuore dell’autotrasporto e della logistica italiana. All’Hilton Sorrento Palace, imprese, istituzioni, rappresentanti dell’industria ed esperti si sono confrontati su infrastrutture, energia, transizione, capitale umano e competitività. L’edizione 2026, l’82ª nella storia dell’associazione, si è svolta con il titolo “L’Italia che muove” e ha confermato una lettura ormai centrale: il trasporto merci non è più un semplice servizio operativo, ma una componente essenziale della politica industriale del Paese.
A Sorrento la logistica diventa una questione nazionale
Seguendo i lavori dell’Assemblea Generale ANITA 2026, il messaggio è apparso subito chiaro: la logistica non è più un tema di settore, ma una condizione della competitività italiana. Il trasporto merci collega produzione e mercati, industria e territori, porti e piattaforme intermodali, approvvigionamenti energetici ed export. In uno scenario in cui energia, supply chain e geopolitica ridisegnano le priorità industriali, la capacità di muovere merci in modo efficiente diventa una leva di crescita e sicurezza economica.
La scelta di Sorrento ha rafforzato questa prospettiva, collocando il confronto in un’area simbolica per leggere il ruolo del Mezzogiorno nei collegamenti tra Europa, Mediterraneo e rotte globali. ANITA ha richiamato il peso della logistica italiana come comparto da 209 miliardi di euro e oltre un milione di addetti diretti tra trasporti e logistica: numeri che spiegano perché il tema non possa essere trattato come marginale rispetto alla politica industriale.
ANITA rappresenta il peso industriale dell’autotrasporto
ANITA, Associazione Nazionale Imprese Trasporti Automobilistici, è l’associazione di Confindustria che rappresenta le imprese di autotrasporto merci e logistica attive in Italia e in Europa. Fondata nel 1944, riunisce 1.700 imprese associate, 96.500 occupati e un parco mezzi di 75.000 veicoli. Le aziende associate generano due terzi dell’intero volume di traffico delle merci trasportate su strada.
Questi dati hanno dato all’assemblea un valore che va oltre la rappresentanza associativa. Ogni filiera industriale dipende dalla qualità dei collegamenti, dalla regolarità delle consegne, dalla disponibilità di autisti, dalla sostenibilità dei costi energetici e dalla possibilità di programmare investimenti. Per questo il trasporto merci è emerso come una piattaforma produttiva diffusa, da rafforzare con scelte coordinate.
L’Agenda di Sorrento mette in fila le priorità operative
Il cuore politico dell’Assemblea Generale ANITA 2026 è stato l’avvio dell’Agenda di Sorrento, una piattaforma di proposte costruita attorno ad alcuni assi essenziali: infrastrutture, competitività e industria, capitale umano, nuova generazione imprenditoriale, transizione energetica e digitale, sicurezza energetica, posizione italiana in Europa e libera circolazione delle merci.
La direzione emersa è concreta. Servono infrastrutture adeguate, corridoi logistici efficienti, intermodalità realmente accessibile, politiche energetiche sostenibili e strumenti capaci di accompagnare la trasformazione delle imprese. La transizione, per il trasporto merci, non può essere solo un adempimento normativo: significa pianificazione industriale, tecnologie mature, neutralità tecnologica, tempi realistici, regole europee applicabili e accesso ordinato alla finanza.
Logos Advisory ai lavori con Stefano Lanzi
Ai lavori di Sorrento era presente anche Logos Advisory, con Stefano Lanzi, Managing Partner, che ha seguito l’Assemblea Generale ANITA 2026 e il confronto dedicato al futuro del trasporto merci. La presenza di Logos Advisory si inserisce in una lettura economica precisa: la logistica italiana ha bisogno di investimenti, ma gli investimenti richiedono struttura finanziaria, pianificazione, strumenti agevolativi, governance e capacità di trasformare le opportunità in progetti cantierabili.
“L’Assemblea Generale ANITA 2026 ha confermato un punto decisivo: la logistica non è soltanto un costo operativo, ma una leva economica che incide direttamente sulla competitività delle imprese italiane. Per sostenere la transizione del trasporto merci servono investimenti programmati, accesso ordinato alla finanza e strumenti agevolativi realmente utilizzabili. Le imprese del settore sono chiamate a innovare, ma questa innovazione deve essere accompagnata da politiche finanziarie coerenti e da una pianificazione di medio periodo”, ha dichiarato Stefano Lanzi, Managing Partner di Logos Advisory.
La lettura di Lanzi intercetta uno dei nodi più rilevanti emersi durante l’assemblea: senza una finanza adeguata, la transizione resta un obiettivo astratto. Rinnovare flotte, digitalizzare processi, adottare soluzioni a minore impatto e migliorare sicurezza ed efficienza richiede risorse, competenze tecniche e capacità di scegliere gli strumenti più adatti.
Transizione, capitale umano e regole europee
Nel confronto di Sorrento, transizione energetica e digitale sono state affrontate come due facce della stessa trasformazione. Da un lato il settore deve ridurre l’impatto ambientale, rinnovare i mezzi, valutare carburanti alternativi, elettrificazione e nuove soluzioni energetiche. Dall’altro deve aumentare efficienza, tracciabilità, sicurezza e capacità di gestione attraverso digitale, dati, automazione e intelligenza artificiale.
Accanto alla tecnologia, l’assemblea ha dato spazio al capitale umano. La mancanza di conducenti, il ricambio generazionale, la formazione tecnica e la capacità di attrarre giovani imprenditori incidono direttamente sulla tenuta del sistema logistico. In questa direzione si colloca il Programma Giovani ANITA, pensato per aprire un confronto stabile tra nuove generazioni, startup, logistica digitale, intermodalità e intelligenza artificiale.
Anche sicurezza, legalità e libera circolazione delle merci restano condizioni decisive. Il trasporto deve poter operare in un mercato con regole chiare, controlli efficaci e condizioni eque. La sicurezza stradale, la responsabilità lungo la filiera, il contrasto alla concorrenza sleale e l’armonizzazione delle norme europee contribuiscono alla competitività tanto quanto gli investimenti in mezzi e infrastrutture.
Da Sorrento una richiesta chiara: trattare la logistica come politica industriale
L’Assemblea Generale ANITA 2026 si chiude con un’indicazione netta: il trasporto merci deve entrare stabilmente nell’agenda industriale del Paese. Non come tema emergenziale, non come capitolo tecnico e non come costo da comprimere, ma come infrastruttura produttiva da rafforzare.
La prospettiva emersa a Sorrento è quella di una logistica capace di sostenere crescita, export, sicurezza economica e transizione. Per riuscirci servono scelte coordinate su infrastrutture, energia, digitale, formazione, legalità, finanza e politiche europee. La presenza di Logos Advisory e la lettura proposta da Stefano Lanzi rafforzano proprio questo punto: il futuro del trasporto merci non dipenderà soltanto dalla capacità di muovere mezzi, ma dalla capacità di costruire investimenti sostenibili, bancabili e coerenti con una strategia di lungo periodo.


