
In un contesto economico in rapida evoluzione, segnato da crisi globali, minacce digitali e instabilità finanziarie, parlare di resilienza d’impresa non è più un’opzione, ma una necessità. Proprio da questa consapevolezza nasce il confronto tra Annalisa Mele, CEO di CVO Group, leader nella sicurezza integrata, e Stefano Lanzi, Managing Partner di Logos Advisory, realtà specializzata in finanza agevolata e pianificazione strategica.
Sicurezza e finanza: due facce della stessa medaglia
A un primo sguardo, sicurezza e finanza sembrano settori distanti. Ma, come evidenziano i protagonisti, condividono un obiettivo fondamentale: proteggere e valorizzare l’impresa.
“Sicurezza è un ambito come qualsiasi altro del terziario – spiega Annalisa Mele – dove il rischio di mancanza di liquidità è concreto, soprattutto in settori ad alta intensità di manodopera come il nostro. La sfida è rendere sostenibili i costi fissi in un sistema di incassi incerti.”
“Sicurezza e finanza – aggiunge Lanzi – nascono dalla stessa esigenza: difendere il valore aziendale. Se la sicurezza protegge dalle minacce fisiche e operative, la finanza difende da rischi di liquidità, indebitamento, instabilità patrimoniale. In entrambi i casi, serve metodo: prevenzione, misurazione e mitigazione.”
Come si costruisce un’impresa resiliente?
Nell’era della complessità, la resilienza non si improvvisa, ma si progetta. E questo vale sia per la sicurezza operativa che per la tenuta finanziaria.
“La chiave – continua Lanzi – è combinare analisi finanziaria, gestione del rischio e pianificazione a medio termine. Leggere i bilanci, simulare scenari, costruire coperture personalizzate. È ciò che facciamo con clienti come CVO, aiutandoli a costruire assetti solidi, DSCR coerenti e visione industriale misurabile.”
“Investire in sicurezza – conferma Mele – non è solo una spesa, ma una scelta strategica. È un modo per evitare danni futuri, ridurre vulnerabilità e dimostrare affidabilità sul mercato.”
La consulenza strategica come moltiplicatore
Quando la complessità aumenta, la consulenza esterna diventa un moltiplicatore di competitività. Non solo per colmare competenze assenti, ma per portare visione e metodo.
“Nessuna impresa può crescere da sola – afferma Lanzi – e un partner efficace non fornisce solo soluzioni, ma aiuta a fare ordine, a costruire ponti con banche e stakeholder, a evitare errori costosi.”
“Un buon consulente – aggiunge Mele – sa ascoltare e affiancarti. Ma funziona davvero se l’impresa ha chiari obiettivi e volontà di strutturarsi. Con Logos, e con Stefano in particolare, c’è stata una vera sinergia operativa.”
Il caso CVO: strategia, fiducia e risultati
Nel racconto dei due protagonisti emerge la collaborazione tra CVO e Logos Advisory come esempio concreto di sinergia vincente.
“Con CVO – racconta Lanzi – abbiamo lavorato su business plan sostenibili, costruito un dialogo credibile con le banche e accompagnato la crescita finanziaria in modo misurabile. Ma il vero valore è stato il confronto quotidiano con Annalisa e il suo team: una consulenza mai solo documentale, ma strategica.”
CVO oggi è un’impresa più solida, consapevole e pronta a crescere in un mercato sempre più sfidante.
Quale futuro per le imprese italiane?
Lo sguardo si apre verso i prossimi 5 anni. Entrambi condividono una visione lucida: servono cambiamenti culturali oltre che tecnici.
“L’Italia è piena di persone brillanti, ma manca un sistema che le sostenga – sottolinea Mele –. Se continueranno a dominare le logiche familiari e la paura del cambiamento, saremo sempre più preda di fondi esteri. Serve fiducia. Serve visione.”
“Noi in Logos – conclude Lanzi – crediamo in un nuovo modello di PMI: più digitali, più patrimonialmente solide, più strategiche nella gestione del rischio. La finanza sarà un alleato, non più un ostacolo. Ma serve cultura. Ed è proprio lì che stiamo investendo.”


